3 porzioni di frutta e verdura di stagione per inaugurare al meglio l’autunno

Le vostre nonne vi hanno mai detto che bisognerebbe mangiare ogni giorno almeno cinque porzioni di frutta e verdura di stagione? Qualora la vostra risposta fosse “no”, noi di Orto in Tasca crediamo voi siate un caso più unico che raro; infatti, è da secoli che le nonne, mestolo alla mano e castagne abbrustolite in padella, non fanno altro che snocciolare simili perle di saggezza popolare da tramandare ai posteri.

 Tuttavia – non ditelo però alle vostre nonne – in questo caso specifico qualcuno, o qualcosa, potrebbe smentirle: pubblicato il 29 Agosto 2017 sul sito di divulgazione scientifica The Lancet e presentato al congresso della Società europea di cardiologia a Barcellona, lo studio “Assunzione di frutta, ortaggi e legumi, e malattie cardiovascolari e decessi in 18 Paesi (PURE – Prospective Urban Rural Epidemiology)”, smentisce la “regola aurea” così come noi la conosciamo.

 Infatti, secondo i ricercatori della McMaster University di Hamilton, in Canada, il più basso rischio di mortalità riguarderebbe le persone che consumano da tre a quattro porzioni al giorno di legumi, vegetali e frutta, pari a un totale che varia da 375 a 500 grammi. La nuova “regola d’oro”, che spodesterebbe quella da sempre sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ridurrebbe dunque la porzione giornaliera di frutta e verdura e quella di legumi rispettivamente a dei minimi di 125 grammi e 150 grammi. 

La ricerca, la quale per prima si è proposta di esaminare l’assunzione di frutta, verdura e legumi e la sua associazione con malattie cardiovascolari e mortalità su scala globale, ha compreso dati di oltre 135.000 individui tra i 35 e i 70 anni e provenienti da 18 Paesi differenti. Inizialmente, tutti i partecipanti hanno fornito informazioni su condizioni economiche, stile di vita, storia medica, peso, altezza, girovita e pressione; poi, durante i 7,4 anni successivi, sono stati registrati 4.784 eventi cardiovascolari maggiori, 1.649 morti per malattie cardiovascolari e 5.796 decessi in tutto.

 Mettendo a rapporto i dati dei partecipanti che avevano assunto tre porzioni al giorno di frutta, verdura e legumi e quelli di coloro i quali ne avevano consumata solamente una, si è scoperto un tasso di mortalità inferiore del 22% nei primi soggetti rispetto ai secondi.

Invece, per coloro i quali avevano superato la dose consigliata di tre-quattro porzioni giornaliere, non è stato riscontrato alcun particolare beneficio aggiuntivo: una buona notizia per tutti gli abitanti di Paesi a basso e medio reddito, dove frutta e verdura possono essere molto più costose e decisamente meno accessibili che nei Paesi del Primo Mondo.

 Infine, salutando l’arrivo dell’autunno, lo studio ha concluso con un accenno alla frutta e alla verdura di stagione: il consumo di ortaggi come il radicchio, la verza o il finocchio, i quali sono ricchi di acqua, sali minerali e vitamine soprattutto se crudi, contribuirebbe a ridurre il tasso di mortalità. Anche la frutta di stagione, ricca di nutrienti necessari alla nostra salute, può aiutarci a ritrovare l’energia utile ad affrontare i cambiamenti climatici: i fichi, concentrato di ferro e proteine; le more e i mirtilli, dalle virtù antiossidanti; l’uva, golosa, rinfrescante e diuretica; gli agrumi e i kiwi, i quali favoriscono il rafforzamento delle difese immunitarie, grazie all’alto contenuto di vitamina C.

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Alessia Sofia Giorgiutti

23 anni, viaggiatrice instancabile laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ha acquisito la sua esperienza negli ambiti della comunicazione e della produzione creativa direttamente su campo, tra Italia, Finlandia, Regno Unito e U.S.A. Ad oggi si occupa di elaborazione e traduzione di contenuti scritti per imprese italiane e lavora come consulente social media per le campagne socio-politiche EU Neighbours East e #EU4Energy della Commissione Europea per conto della compagnia di ricerca e consulenza economica Ecorys.

Per contatti: alessia.s.giorgiutti@outlook.com
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