Lo smoothie è la versione “tarocca” del frullato?

Gli anglicismi sono una dannazione: lo scrive una persona che non solo ha scritto con molta probabilità metà del proprio repertorio in lingua Inglese, ma soprattutto qualcuno che nel Regno Unito ci vive (e lavora). Ironia della sorte, questa consapevolezza non è frutto del mio recente trasferimento, bensì di un pensiero che ha preso forma nell’arco di pochi anni, ovvero da quando ebbi modo di rendermi conto per la prima volta della portata del fenomeno linguistico chiamato anglicizzazione dell’Italiano corrente.

Era estate, faceva caldo volevo qualcosa di fresco da poter bere o mangiare giusto per domare l’afa. Lungo la strada che spesso percorrevo per tornare a casa dalla spiaggia c’erano all’incirca una dozzina di gelaterie: tutte offrivano gelatifrullati frappè; alcune offrivano pure centrifughe con tanto di verdure; una o due di queste, infine, offrivano degli allora alquanto enigmatici “smoothies”.

“Che è? Se magna?”, devo avere pensato alla tenera età di undici o forse dodici anni.

Alla richiesta di ulteriori chiarimenti sulla ricetta, poi, devo avere ricevuto qualcosa come quindici risposte diverse: fino ai vent’anni, in definitiva, non avevo capito che cosa fosse uno smoothie.

Questione di “base”.

L’inevitabile associazione con frullati, frappè e centrifughe ha trovato la sua fine con l’avvento del mio spasmodico utilizzo del World Wide Web per ricerche di ogni genere: così, la “Verità” si è palesata. Uno smoothie, per quanto ghiotto come un frappè, il quale è a base di gelato, o salutare come un frullato, il quale è a base di latte fresco, non è assolutamente la traduzione in lingua Inglese di uno dei due. Inoltre, non è nemmeno una centrifuga, la quale è infatti il risultato di un salutarissimo estratto di succo dalla polpa di frutta e verdura.

No, niente di tutto questo.

Lo smoothie è sì una bevanda a base di frutta e verdura frullata ma, a differenza delle altre opzioni offerte al bar o in gelateria in Italia, utilizza come base per la sua preparazione una combinazione di acqua e yogurt magro o di latte di provenienza non animale (soia, mandorla, anacardo o cocco, per citarne alcuni). Per intenderci, dunque, chiunque utilizzi una base differente e ve la venda come l’ennesimo bene d’esportazione salutista di matrice statunitense, vi sta molto semplicemente chiedendo un euro in più per un frullato o un frappè con un nome alternativo.

Ortofrutta in bicchiere.

Lo smoothie, infatti, è la sapiente miscela di frutta e verdura nello striminzito spazio di un bicchiere: un vero e proprio boost di energia, vitamine e fibra per il nostro organismo.

In uno smoothie, la dolcezza di frutti come la banana, il mango, la pesca, la pera o la mela, si sposa con il sapore spesso rinfrescante e legante di verdure come spinaci, barbabietole e carote, ma anche cavoli, pomodori e avocado.

Tuttavia, è anche vero che spesso non tutta la frutta e la verdura che desideriamo o di cui necessitiamo per il nostro smoothie è sempre disponibile. Per questo motivo, se desideriamo prepararci degli smoothie, dovremmo ben pensare ad utilizzare il nostro congelatore come un vero e proprio alleato: basterà tagliare la frutta e la verdura a pezzi, congelarla prima in vassoio e poi riporla nuovamente in sacchetti al suo interno. In questo modo, non solo i frutti e le verdure manterranno gran parte del loro valore nutrizionale e sapore per periodi piuttosto prolungati, ma faranno anche immediatamente raffreddare il nostro smoothie, rendendolo un goloso e rinfrescante sfizio per il palato ogni volta che ne avremo bisogno.

Creativamente salutare.

Una volta preparata la base, è importante cercare di introdurre sapori differenti nella nostra ricetta: non tanto per la nostra salute, quanto per cercare la migliore combinazione che si addice a ciascuno di noi. Basterà aggiungere un cucchiaio di cacao in polvere o di cannella, qualche granello di noce moscata o qualche goccia di essenza di vaniglia, oppure dare al nostro smoothie maggiore consistenza con una generosa spolverata di semi di lino o di chia, di noci tritate o di avena intera.

In fondo, basta poco a sbizzarrirsi con fantasia all’interno di una cucina: lasciamoci ispirare dalla frutta e dalla verdura di stagione e facciamoci influenzare dalle tradizioni di ogni latitudine e longitudine per rendere questa ricetta, così fresca e salutare, un regalo per il nostro organismo.

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Alessia Sofia Giorgiutti

23 anni, viaggiatrice instancabile laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ha acquisito la sua esperienza negli ambiti della comunicazione e della produzione creativa direttamente su campo, tra Italia, Finlandia, Regno Unito e U.S.A. Ad oggi si occupa di elaborazione e traduzione di contenuti scritti per imprese italiane e lavora come consulente social media per le campagne socio-politiche EU Neighbours East e #EU4Energy della Commissione Europea per conto della compagnia di ricerca e consulenza economica Ecorys.

Per contatti: alessia.s.giorgiutti@outlook.com
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