Come educare i nostri piccoli a mangiare sano

Fare in modo che i bambini mangino cibi sani richiede molto tempo e tanta pazienza.

Chiedete ad una mamma, ad un papà, ad una nonna o ad un nonno. Chiedetelo pure ad una tata, ad un cuoco di mensa, ma anche ad un insegnante: nessuno vi dirà senza qualche incertezza che educare i più piccoli ad una dieta sana ed equilibrata sia facile.

Perché? Perché non lo è, ovviamente.

La realtà in cui viviamo preme costantemente il piede sul acceleratore, e gli impegni giornalieri paiono come tanti infiniti parcheggi a “L” in retromarcia per un neopatentato: difficili, ingestibili e decisamente evitabili. Pianificare le giornate, poi, pare quasi controproducente, visto i continui imprevisti che si accavallano inesorabilmente di ora in ora e, francamente, se organizzarsi per sé è già una gran fatica, figuriamoci per gli altri – soprattutto se gli “altri” in questione sono poco più alti di un metro.

Nonostante la loro naturale propensione alla curiosità e il loro forte legame con il cibo, il quale è protagonista della maggior parte dei momenti “sociali” dell’infanzia, i bambini sono infatti continuamente bombardati da pubblicità ed esempi che li spingono a desiderare, se non addirittura prediligere, cibi preconfezionati estremamente colorati e gustosi. In un meccanismo rafforzativo di “vedo-compro-consumo” proiettato sia dalla televisione che dal compagno di banco, questa combinazione soppianta poi alimenti più sani spesso per lunghi periodi, fino a quando i bambini non acquisiscono il “gusto” per questi.

Come si può dunque scardinare questo circolo vizioso per la salute dei nostri bimbi?

Paradossalmente, è innanzitutto di vitale importanza il non partire con il presupposto di portare il “perfezionismo”, calorico e nutritivo, sulla nostra tavola.

Gli “sgarri” devono esserci sia per gli adulti che il cibo lo preparano, sia per i più piccoli che invece se lo mangiano: una pizza d’asporto ogni tanto non ha mai ucciso nessuno, così come un solo ed innocuo gelato non ha mai portato all’incontrovertibile obesità di un bambino.

Avendo cura di rispettare una dieta equilibrata con cibi sani, una famiglia può permettersi di sgarrare su piccole cose, pur non esagerando con porzioni o ingredienti nocivi per l’organismo.

Ciò implica una maggiore attenzione per il cibo che viene acquistato, sottolineando l’importanza del valore nutrizionale e della provenienza dello stesso, ma anche di una più grande cura del corpo e della mente di ciascun componente della famiglia mediante attività fisica regolare e, perché no, meditazione e riflessione.

È importante infatti trasmettere ai bambini l’idea secondo la quale il cibo funge da carburante per la loro macchina/corpo: devono comprendere sin dalla tenera età che, per raggiungere i massimi livelli di prestazione a scuola, negli sport e nel gioco, devono mangiare alimenti che danno forza ed energia, e non quelli che li appesantiscono o che potrebbero causare loro malattie.

Un bambino che riconosce l’importanza di un piatto bilanciato di carboidrati, grassi, proteine, frutta e verdure, è in effetti un bambino non solo più sano, ma anche uno più consapevole della realtà che lo circonda e del nutrimento che lo alimenta.

Sia ben chiaro: non è necessario entrare nel dettaglio del motivo per cui macro e micronutrienti siano importanti quando si ha a che fare con, che ne so, un bambino di cinque anni.

Tuttavia, non è un mistero che l’educazione alimentare dovrebbe sempre iniziare in tenera età.

Rendendola adatta e divertente, grazie a spese al supermercato e presso bancarelle rionali, ma anche attraverso programmi educativi in televisione e su Internet, questa può infatti aiutare a fare comprendere ai bambini come alcuni ingredienti siano sani e come altri non lo siano, rendendoci in seguito più facile il lavoro di proporre nuovi piatti ai nostri piccoli ma risoluti critici.

Di per se, Introdurre nella dieta dei bambini nuovi cibi sani e dai sapori e profumi sempre più elaborati può essere infatti abbastanza snervante. I piccoli, proprio come noi adulti, amano la routine e il comfort, e tendono a preferire i cibi che consumano più frequentemente e che vengono associati a situazioni piacevoli, come pic-nic e festicciole – guarda caso, tutte situazioni in cui la sottile linea fra stuzzichino salutare e stuzzichino-spazzatura va ad assottigliarsi.

Il segreto dunque per evitare l’ostruzionismo dei bambini di fronte ad alimenti salutari sconosciuti risiede non solo nel caposaldo dell’educazione, ma anche in quello della gradualità, figlia della pazienza di ciascun genitore ed educatore: è naturale che, preparando ad ogni colazione, spuntino, pranzo e cena una nuova pietanza, preferibilmente organica, si possa rendere ciascun pasto un po’ più salutare del precedente, senza tuttavia creare grosse destabilizzazioni nella routine dei bambini e della famiglia stessa.

Dare poi ai bambini la possibilità di poter prendere qualche decisione alimentare autonomamente, non solo può farli sentire più “grandi” e meno controllati, ma può insegnare loro a conoscere i piatti che preferiscono. Qualora la loro scelta non fosse particolarmente salutare, l’adulto potrebbe inoltre sfruttare l’occasione per spiegare il motivo per il quale tale scelta non sia auspicabile e cosa si potrebbe eventualmente mangiare al suo posto nei pasti a seguire.

Anche coinvolgere i bambini nella preparazione stessa della pietanza da loro scelta o persino arrangiare i vari ingredienti in modo fantasioso sul piatto possono essere due assi nella manica di un adulto responsabile per i pasti dei più piccoli. Quando mostriamo loro che fare scelte più sane – o anche solo più responsabili – in ambito alimentare può essere divertente ed aggregante, quasi sicuramente questi seguiranno il nostro esempio. Per questo motivo, nonostante le grandi difficoltà di tempo e spazio, è necessario che gli adulti all’interno del nucleo familiare provino a cucinare “da zero” almeno un pasto a settimana.

Non servono grandi cose e, anzi, aiuti esterni sono ben accetti: piattaforme online con videoricette, spesa organica consegnata direttamente a casa, o macchine tuttofare come il Bimby devono essere viste come alleate sul fronte dell’alimentazione sana e non come nemiche create dalla modernità.

Il tocco finale? Fare in modo di divertirsi e di apprendere insieme, procedendo anche per tentativi e grandi e piccoli errori, perché, come diceva Totò, “Nessuno nasce imparato.”.

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Alessia Sofia Giorgiutti

23 anni, viaggiatrice instancabile laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ha acquisito la sua esperienza negli ambiti della comunicazione e della produzione creativa direttamente su campo, tra Italia, Finlandia, Regno Unito e U.S.A. Ad oggi si occupa di elaborazione e traduzione di contenuti scritti per imprese italiane e lavora come consulente social media per le campagne socio-politiche EU Neighbours East e #EU4Energy della Commissione Europea per conto della compagnia di ricerca e consulenza economica Ecorys.

Per contatti: alessia.s.giorgiutti@outlook.com
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