Brodo: non è sempre la stessa minestra

Il brodo, che sia vegetale o di carne, fa parte da migliaia di anni di varie diete tradizionali provenienti da tutto il mondo. Usato come ricetta base per la realizzazione di innumerevoli preparazione come zuppe, minestre, risotti e secondi, è conosciuto come toccasana naturale dalle incredibili capacità curative.

Gallina vecchia fa buon brodo

Quando ero piccina e stavo male, mia nonna mi preparava sempre un brodo con il lesso di pollo.

La sua non era pazzia, bensì una formula antica per il mio benessere. Infatti, il brodo di carne è conosciuto per moltissime proprietà. Alcuni esempi? Rafforzare il sistema immunitario, migliorare la salute dell’apparato digerente e supportare articolazioni e ossa. Queste proprietà dipendono da moltissimi nutrienti necessari per l’organismo umano, come il collagene, la glucosamina e la condroitina.

Più precisamente, il collagene è la proteina più abbondante presente nel corpo umano: tiene uniti i tessuti, i muscoli e le articolazioni. Inoltre, è costituito da aminoacidi, tra cui glicina, prolina e idrossiprolina, che possono contribuire alla salute intestinale. La glucosamina e la condroitina servono invece per aiutare a combattere i sintomi dell’osteoporosi, dei dolori articolari e dell’artrite. Altri nutrienti presenti nel brodo di carne sono magnesio, fosforo, zinco, calcio, rame, selenio, potassio e vitamine B3 e B12.

Cosa bolle in pentola? Il tuo orto!

Un buon brodo non deve per forza contenere carne.

No, non lo dico solo io, ma anche la storia stessa della ricetta. Sin dal Medioevo, infatti, questa prevedeva di essere cucinata con gli ingredienti a portata di qualunque contadino.

Il brodo era un liquido che restava a sobbollire continuamente in una grande pentola a lato del focolare; inoltre, lo si arricchiva con tutti i generi commestibili che si riusciva a reperire. Vi entravano così legumi, radici, vegetali diversi, ma anche (e con un po’ di fortuna), ossa e residui di carne.

Quando però di carne non ce n’era, l’orto e i campi dovevano fare tutto da sé.

Così, acqua e ortaggi di stagione creavano nella lunga bollitura un liquido ricco di sostanze nutritive, anche se non particolarmente calorico. Un poco di latte, qualche erba del giardino e qualche pezzo di verdura non totalmente bollita andavano poi a rafforzare l’apporto calorico. Ottimo anche lui contro la febbre e il raffreddore, il brodo vegetale ha sostenuto intere generazioni di Italiani sulle proprie “spalle”, facendole resistere anche agli inverni più freddi.

Non tutti i brodi sono creati uguali

Brodo vegetale e di carne: sono diversi, non c’è che dire.

Effettivamente, il tradizionale brodo di carne viene cotto per un periodo di tempo più lungo, che può arrivare fino alle 6 (se non addirittura 12) ore utilizzando un forno tradizionale. Quello vegetale, invece, viene “messo in tavola” in qualcosa come 2 ore fra preparazione e cottura. Durante la cottura del brodo di carne, poi, vengono estratte più vitamine, minerali e proteine, che vanno a formare una sorta di gelatina estremamente nutriente nel momento di raffreddamento.

Nonostante le loro differenze, la varietà di ingredienti per le due ricette rimane molto ampia. Se infatti la ricetta base di sedano, carota e cipolla per il brodo vegetale può essere preparata con l’aggiunta di altri ortaggi come pomodori, zucchine e patate, anche quello di carne può essere cucinato con diversi ingredienti: dal pesce ai frutti di mare, per passare dal pollame (polli e tacchini) fino ai bovini e gli anatidi, l’importante è che siano di provenienza accertata e biologica, così da evitare ormoni, antibiotici, prodotti chimici e pesticidi aggiunti.

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Alessia Sofia Giorgiutti

23 anni, viaggiatrice instancabile laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ha acquisito la sua esperienza negli ambiti della comunicazione e della produzione creativa direttamente su campo, tra Italia, Finlandia, Regno Unito e U.S.A. Ad oggi si occupa di elaborazione e traduzione di contenuti scritti per imprese italiane e lavora come consulente social media per le campagne socio-politiche EU Neighbours East e #EU4Energy della Commissione Europea per conto della compagnia di ricerca e consulenza economica Ecorys.

Per contatti: alessia.s.giorgiutti@outlook.com
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