La nuova legge sul “pane fresco” che ha un che di friulano

Dopo più di un decennio di trattative ed incontri con le autorità competenti di Bruxelles, il 1° ottobre 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il Ministero della Salute, ha disposto un decreto (il numero 131) riguardante il Regolamento recante disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell’adozione della dicitura «pane conservato».

Già delineato per legge nel rispetto della direttiva (UE) n. 2015/1535 e del conseguente regolamento (UE) n. 1169/2011, questo decreto rappresenta la nuova disposizione nazionale per gli alimenti non preimballati e anche una conquista per consumatori e produttori.

I consumatori, innanzitutto, potranno acquistare il pane partendo dal presupposto di essere genuinamente e completamente informati sulla natura del prodotto. Inoltre, il testo precisa che la denominazione di «pane fresco» potrà essere associata solo a preparazioni secondo un processo di produzione continuo, privo di congelamento o surgelazione. L’unica eccezione ammessa, in tal caso, sarà quella riguardante il rallentamento del processo di lievitazione, che però dovrà essere privo di additivi conservanti.

Per quanto concerne i produttori, la parola chiave che esplica il risultato di questa normativa ai loro occhi è “valorizzazione”. Finalmente, infatti, solo i forni che dispongono di impianti di produzione di pane – ed, eventualmente, di altri prodotti da forno e assimilati o affini – e che svolgono l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime sino alla cottura finale potranno portare la nomenclatura di «panificio».

Come dichiarato da Pierluigi Orlandi, Presidente del gruppo Panificatori di Confcommercio provinciale di Udine, vi è anche grande orgoglio regionale per questa nuova importante tappa legislativa. La norma, infatti, venne proposta dodici anni fa da panificatori del Friuli Venezia Giulia che, ad oggi, possono dirsi soddisfatti dal fatto che questa sia divenuta legge nazionale a tutti gli effetti.

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Alessia Sofia Giorgiutti

23 anni, viaggiatrice instancabile laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ha acquisito la sua esperienza negli ambiti della comunicazione e della produzione creativa direttamente su campo, tra Italia, Finlandia, Regno Unito e U.S.A. Ad oggi si occupa di elaborazione e traduzione di contenuti scritti per imprese italiane e lavora come consulente social media per le campagne socio-politiche EU Neighbours East e #EU4Energy della Commissione Europea per conto della compagnia di ricerca e consulenza economica Ecorys.

Per contatti: alessia.s.giorgiutti@outlook.com
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