Pic-nic eco primaverile? Si può!

Non è colpa mia se, appena arriva Marzo, qualcosa mi scatta dentro. A qualsiasi latitudine e longitudine, mi carico d’energia, faccio picnic, vado a correre senza piangermi (eccessivamente) addosso e mi organizzo per stare all’aperto il più possibile. “Sarà l’aria di primavera”, mi dice nonna Pierina mentre mi serve otto chili di lasagne. Mi dico che sì, può darsi, ma che comunque mi piace che questi piccoli miracoli marzolini siano vagamente inspiegabili.

Cose che si imparano dal Marzo inglese

Se c’è una lezione che ho imparato vivendo in Inghilterra, questa è sfruttare il bel tempo, che a Manchester capita con la frequenza del “di tanto in tanto, ma comunque quasi mai”. A Marzo, poi, ti si gelano ancora le ossa e le budella: la primavera è, di base, una chimera uggiosa. Gli spazi verdi, tuttavia, iniziano a rinsavire, e gradualmente cominciano a pullulare di coppiette di metallari, famigliole con le maglie della nazionale inglese e solitari professori universitari che leggono noiosissimi tomi.

Anche quando cade un velo di pioggerellina, nessuno si sposta. Le coppie continuano a pomiciare, le famiglie continuano a giocare e i professori, rinforcando gli occhiali a mezzaluna, voltano le pagine successive di “The Cause of Humanity” di Rudyard Kipling. Noi qui, in Friuli-Venezia Giulia, viviamo nel paradosso. Così tanto verde e così tanto bel tempo, e la gente se ne sta al chiuso, terrorizzata dai raggi di sole che potrebbero polverizzarla neanche fosse mezzogiorno a un raduno di vampiri in Transilvania.

Le scampagnate friulane sono una benedizione

Ma cosa vuoi fare all’aperto, che ci sono gli insetti, la terra, l’ossigeno?!

Non lo so: godermi questo spicchio di mondo prima che scompaia? Fare il pieno di vitamina D? Dare aria al cervello? Ci sarebbero mille motivi da aggiungere!

E voi, cari lettori, cosa potreste fare all’aria aperta? È quasi primavera, le giornate si allungano, e il clima si fa più tiepido; è tempo di camminate, escursioni e, perché no, picnic e scampagnate, da soli e in compagnia.

In particolare, mangiare all’aperto coniuga due dei piaceri della vita: il gustare buon cibo e l’immergersi nella natura. Con un buon libro e delle cuffiette funzionanti o con un plotone di cari e amici, è possibile organizzare dei picnic con i fiocchi. Dagli snack e bevande, agli utensili ed accessori, noi di Orto in Tasca abbiamo messo insieme un elenco di tutto ciò che serve per una giornata all’aperto all’insegna del divertimento, della pace e del cibo di qualità.

Il pic-nic senza stuzzichini salutari è un abominio

Dimentica le bevande zuccherate (sigh!) e le patatine unte e bisunte. Vi è infatti una vasta selezione di spuntini sani, naturali e biologici che attendono solo di essere acquistati o preparati da te. Qualora la pigrizia abbia la meglio, vai al supermercato e compra mais per popcorn, noci, frutta fresca e secca, prediligendo alimenti sfusi. In questo caso (e con un po’ di fortuna), con una o due bottiglie di vetro potrai rimediare persino un litro d’acqua e uno di vino!

Se hai voglia di rimboccarti le maniche, prepara della limonata fatta in casa o dell’acqua aromatizzata da portare in borraccia; prediligi ricette semplici e fresche, abbondando di insalate di riso e frutta e verdura di stagione e aggiungendo elementi interessanti e nutrienti come avocado, yogurt, pompelmo, feta, nettarine, olive, semi e lime, che anche se non sono proprio autoctoni, possono passare in cavalleria per gusto e funzionalità. Limita infine le porzioni e riduci zuccheri, grassi e sodio, tagliando condimenti e cibi preconfezionati.

Conservare e trasportare il cibo per un picnic senza pensieri

Per conservare gli alimenti deperibili necessiterai di un frigorifero a 4°C da posizionare all’ombra; le bevande da tenere al fresco dovranno essere riposte in un dispositivo di raffreddamento diverso da quello degli alimenti, onde evitare episodi di escursione termica. Inoltre, una volta che gli alimenti deperibili verranno lasciati a temperatura ambiente per più di due ore, è bene che tu sappia che saranno semplicemente da buttare.

Prediligi contenitori di vetro imballati o di plastica rigidi, che siano richiudibili e che possano essere riutilizzati. Se i contenitori riutilizzabili non sono un’opzione, puoi optare per stoviglie riciclabili o compostabili (assicurandoti prima che siano certificate come tali). Puoi poi preparare un cestino di vimini da riempire di piatti e posate riutilizzabili o biodegradabili, tovaglioli di stoffa, sacchetti per la differenziata, utensili della tua cucina, un kit di pronto soccorso, uno spray bio per gli insetti e una crema solare. Immancabili, infine, sono una trapunta da picnic e dei giochi per i tuoi bambini o amici.

Non fare il cafone: ricicla, pulisci e riduci così la tua impronta di carbonio

Quando arriva il momento di tornare a casa, arriva l’ora di pulire. In compagnia, non imbarazzarti a chiedere ai tuoi commensali di darti una mano, dividendovi i compiti. C’è chi si può occupare del compost, chi della carta, chi della plastica e chi può dividere e distribuire gli avanzi.

Che tu sia solo o in compagnia, comunque, ricordati di fare la differenziata e non buttare ciò che è ancora commestibile. Se hai lasciato tracce visibile della tua giornata, significa che la Natura dovrà pagarne le conseguenze. Sii avvenuto e pensa attentamente alle tue azioni e a quelle di chi ti circonda.

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Alessia Sofia Giorgiutti

23 anni, viaggiatrice instancabile laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ha acquisito la sua esperienza negli ambiti della comunicazione e della produzione creativa direttamente su campo, tra Italia, Finlandia, Regno Unito e U.S.A. Ad oggi si occupa di elaborazione e traduzione di contenuti scritti per imprese italiane e lavora come consulente social media per le campagne socio-politiche EU Neighbours East e #EU4Energy della Commissione Europea per conto della compagnia di ricerca e consulenza economica Ecorys.

Per contatti: alessia.s.giorgiutti@outlook.com
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