Una vita a zero consumi e rifiuti è possibile?

Scrollando lungo la Home di Facebook mi è capitato di incrociare l’ennesimo video di VICE, la piattaforma d’informazione/rivista più hipster (e paradossalmente pop) dell’ultimo quarto di secolo.

Faccio per andare oltre, ma il titolo mi incuriosisce.

“What It’s Like to Live with Zero Waste”: mi chiedo spesso anche io come sia una vita a zero sprechi, e l’unico aggettivo che orbita nella mia testolina millennial adombrata dal postmodernismo è semplicemente “impossibile”.

Poi mi dico che qualcuno ce la deve pur fare e che forse la mia, la nostra, è solo questione di pigrizia, mancanza di pazienza e scarsa flessibilità mentale.

Allora clicco “play” e il video parte, e la giornalista Simone Sullivan spara subito un domandone sulla vita privata dell’intervistata, che è un tipico esemplare di artista di Brooklyn, NYC: “com’è uscire con qualcuno quando si vive a zero consumi,” Stevie-dalla-faccia-pulita-e-i-pantaloni-a-vita-alta-Van-Horn, “hai delle storie imbarazzanti?”.

Ridacchio, e aspetto qualche secondo perché i contenuti post-adolescenziali inizino a farsi largo tra le ovvietà. Così, scopro che Stevie, che effettivamente è un artista, ha prodotto in quattro anni un barattolo di vetro di rifiuti. Né più, né meno.

Nella borsa, poi, ha una tasca di compost portatile con fette di lime rinsecchite; si lava i denti con una miscela di argilla di bentonite, bicarbonato di sodio e olio di cocco e non ha carie; si porta la sua tazza di ceramica, metallo o vetro al bar e al ristorante, onde evitare bicchieri di carta e plastica.

Piccoli e grandi esercizi di amore a zero consumi per il nostro pianeta.

Mi rendo conto che sia necessario sfatare il mito dell’impossibilità di un’esistenza a zero rifiuti o quasi. Nel video Stevie non sembra una donna infelice ed affannata, ma anzi, pare soddisfatta e desiderosa di condividere e dare suggerimenti per rendere più facile a gente come me, come noi, l’arduo compito di intraprendere scelte più consapevoli. Non ci sono miliardi di dollari, euro e yen dietro il suo sorriso, né vi è un lampo di follia ecoterrorista nei suoi occhi: c’è solo una persona che ha optato per una strada meno battuta rispetto ai sentieri adottati dal mondo occidentale nell’arco degli ultimi due secoli.

Certo, essere come Stevie è una virtù frutto di esercizi quotidiani che si trasformano in stile di vita. E come già avevamo scritto in uno dei nostri precedenti articoli, basterebbe veramente molto poco per incidere più positivamente sull’ambiente. Un esempio? “Mangiare meno carne, andare in bici e essere consumatori frugali”, come ha detto il premio Nobel Rajendra Pachauri, ma anche partire con un esercizio di inversione, ovvero da qualcosa di grande come un evento speciale, per finire con il cambiare il proprio approccio nella vita di tutti i giorni.


Quali sono, tuttavia, gli eventi in cui possiamo provare uno stile di vita a zero consumi?

Una festa di compleanno, per esempio, ma anche un picnic, una cena o un aperitivo tra amici.

Le scelte sono tante e non ci resta altro che sbizzarrirsi. Questo mese, noi di Orto in Tasca abbiamo deciso di proporvi la guida perfetta per un party speciale, ovvero “a doppio zero” – zero consumi e a chilometro zero, così da diventare a vostra volta un po’ degli artisti di Brooklyn o dei premi Nobel, il tutto per amore del nostro pianeta.

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Alessia Sofia Giorgiutti

23 anni, viaggiatrice instancabile laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ha acquisito la sua esperienza negli ambiti della comunicazione e della produzione creativa direttamente su campo, tra Italia, Finlandia, Regno Unito e U.S.A. Ad oggi si occupa di elaborazione e traduzione di contenuti scritti per imprese italiane e lavora come consulente social media per le campagne socio-politiche EU Neighbours East e #EU4Energy della Commissione Europea per conto della compagnia di ricerca e consulenza economica Ecorys.

Per contatti: alessia.s.giorgiutti@outlook.com
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